Il Molise non esiste?

Posted on by Fortunato Celli in

Iniziamo con l’affermare che il Molise, ebbene si, esista, anzi con ogni certezza sia una regione da visitare, conoscere e respirare, una regione ricca di storia, con meravigliosi paesaggi naturali incastonati, qua e la, da paesini caratteristici che hanno saputo trattenere quella magia e suggestione che solo il passato sa regalare.

Il nostro non vuole essere un viaggio nei sapori, profumi e suggestioni di questo angolo di mondo, ma un invito  ad intraprenderlo, certi di quanto possa questo viaggio emozionare ed arricchire ognuno di noi.

Cuore del popolo Sannita, il più fiero tra gli oppositori di Roma  (la quale impiegò oltre 300 anni a conquistarlo a se), il Molise trasuda storia e leggende, con i propri siti archeologici, i castelli, i borghi, le chiese, il tutto in un’atmosfera dove è ancora la natura a fare da sfondo e la cultura semplice delle contrade, dei contadini e nell’alto Molise della pastorizia, a regnare. 

A Bagnoli del trigno, ad esempio ogni 18 Agosto si svolge la festa “Frammenti d’ antico”, un evento organizzato in stile medioevale, con sfilate in costumi tipici, cosa molto originale, con il cambio degli euro in Ducati, da poter spendere per gli acquisti all’interno della festa.

A circa 13 km da Isernia si trova il  santuario di Castel Petroso, un’opera maestosa progettata in stile neo gotico che si sviluppa su una superfice di circa 2800 mq,  una delle tappe  imperdibili per chi visita il Molise.

Agnone è invece famoso, oltre che per la produzione di formaggi dai sapori unici e irriproducibili, per la presenza di una delle più antiche fonderie del mondo, dove sono lavorate da secoli le campane che rintoccano in ogni chiesa o basilica del nostro paese.                                                                                             

In questa stessa località l’8 e il 24 Dicembre si tiene la Ndocciata, una festa tradizionale il cui fulcro è incentrato sulla sfilata di enormi fiaccole trasportate a spalla da personaggi pittoreschi, con lunghi mantelli e cappelli a falde larghe, tutto di nero vestiti, che vogliono rinnovare la modalità che gli antichi contadini usavano per illuminare il loro cammino nel tragitto che  separava le loro case isolate in  campagna dal paese.

E infine Pietrabbondante, paesino di mille abitanti tra i più importanti al mondo, in quanto ha dato i natali al proprietario della locanda di Tizia e Caio , 🙂 e al quale per questo motivo siamo particolarmente affezionati.

In questo meraviglioso luogo il tempo sembra essersi fermato, tanto che viene considerato ancora un piccolo borgo medievale.

In realtà l’importanza di questo sito è data dal ritrovamento e la ricostruzione di un anfiteatro e di un tempio che testimoniano la centralità di Pietrabbondante nel popolo sannita, tanto che vi sia opinione di molti studiosi che lo stesso sia stato un tempo centro politico religioso di quel popolo fiero ed orgoglioso.

Ma, dopo aver fatto un salto nei posti da visitare, ora spostiamo lo sguardo verso le cose  da mangiare!

La grandezza della cucina molisana è insita nella sua “povertà”, cioè in quella capacità rara di realizzare piatti appetitosi con prodotti semplici e naturali, mantenendosi aderenti alla tradizione, di cui conserva  ancora i sapori autentici di una volta.

Chiunque abbia fatto un salto in questa regione, non può non aver apprezzato il caciocavallo, formaggio a pasta filata prodotto con il latte di mucche che pascolano nell’alto Molise e che per questo conserva qualità organolettiche uniche!

Realizzato con latte crudo di vacca, dopo una maturazione di circa 20 giorni viene messo a stagionare in grotte naturali per minimo tre mesi, anche se a volte si sceglie di prolungare la stagionatura per ottenere un prodotto dal sapore più deciso, a volte fino a sfiorare il piccante.

Buonissimo anche al taglio, diventa quasi peccaminoso se grigliato (caciocavallo impiccato)!

Un primo piatto a cui ogni molisano che si rispetti è particolarmente legato è quello delle “ tacconelle”. Semplici da preparare e ottime da mangiare, sono a base di semola di grano duro e farina di grano tenero, hanno una forma a rombo, vengono servite solitamente con un semplicissimo sugo di pomodoro, e sono fatte rigorosamente con la manualità e l’amore delle nostre nonne e le nostre mamme!

Questa è anche la terra dei tartufi, che immaginiamo conosciate già, ma avete mai provato il tartufo molisano?

Questo viene apprezzato sia in Italia che all’ estero perché nasce lontano da ogni tipo di inquinamento o contaminazione dell’uomo,  così da conservare la sua vera essenza.

Chiudiamo questo articolo, anche se potremmo star qui a scrivere per ore, con le pallotte cacio e uova, pietanza che forse meglio di tutte può rappresentare il concetto di cucina molisana, povera e dal sapore ricchissimo com’è, che nasce in un lontano passato dall’esigenza di ottenere un piatto dal sapore deciso e ricco di nutrienti a fronte della scarsità della carne allora poco disponibile, e così si utilizzava ciò che c’era in casa, pane raffermo, uova, formaggio, pomodori per il sughetto entro cui cuocevano e una foglia di basilico a profumare il tutto. 

Nella speranza di aver acceso in voi il desiderio e la curiosità, che è alla radice del sapere, vi attendiamo alla Locanda di Tizia e Caio per ogni occasione, in particolare nelle serate dedicate alla cucina Molisana.